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Fu
Anacleto Bonelli a fondare nell'immediato dopoguerra
le omonime cantine che ancora oggi sono gestite direttamente
dai figli e dai nipoti. Consapevole di trovarsi in una zona
a forte vocazione viticola iniziò a operare nel settore
intuendone le potenzialità e diede vita a un'azienda
che in quarant'anni di attività ha saputo affermarsi
e progredire.
A lui si deve la creazione del Trebbianino Val Trebbia,
vino bianco derivato dall'uvaggio di uve autoctone, orgoglio
delle nostre cantine e assurto alla rosa dei più importanti
D.O.C. Colli Piacentini. L'attività che Anacleto creò
è oggi un' impresa tecnologicamente avanzata che annovera
una sede principale di lavorazione comprendente l'intero ciclo,
dalla pigiatura al confezionamento e alla spedizione, una
sede distaccata di stoccaggio e il fondo viticolo "Due
Querce" sulla media collina piacentina.
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Nelle cantine di Rivergaro si eseguono tutte le lavorazioni,
dalla pigiatura all'affinamento.
I vari locali, aperti alle visite e saltuaria sede di mostre
d'arte, sono adibiti alle differenti fasi del processo di vinificazione. |
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All'inizio degli anni '70 abbiamo adottato
il metodo Charmat per la lavorazione dei bianchi,
mentre per i vini rossi utilizziamo metodi classici che culminano
con la maturazione in botti di rovere di Slavonia e il successivo
affinamento in bottiglia.
Ogni anno acquistiamo le uve di circa 150 viticoltori, esclusivamente
delle valli piacentine. Essendo i vigneti ubicati in media collina
le rese sono basse e la qualità buona. La vinificazione
è attuata con le più avanzate tecnologie ed è
comunque preceduta, seguendo un'atavica tradizione, da un attento
controllo nei vigneti. Di recente acquisizione l'azienda agricola
"Due Querce", la cui produzione, in annate particolari,
si diversifica dal resto della gamma.
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La
nostra azienda è situata allo sbocco della Val Trebbia,
la via che attraverso l'Appennino collega la Pianura Padana
a Genova. La valle, oggi celebre soprattutto per il suo ambiente
pressoché intatto e meta di escursioni, ha un notevole
valore storico:
fu popolata dai romani di cui rimane certa testimonianza, percorsa
da Annibale in fuga, abitata dalle nobili famiglie piacentine
che la impreziosirono con le loro dimore, lodata da Hemingway
che vi soggiornò.
La media collina è coltivata a vigneto e costituisce
la zona di origine del Trebbianino Val Trebbia.
Le speci autoctone più diffuse sono Ortrugo e Malvasia,
non mancano però esempi di vitigni tipici con origini
molto remote come Santa Maria, Besgano e Coda di Volpe. |
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Cantine
F.lli BONELLI
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